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Partinico, il business delle piantagioni di droga e la sua solita strana localizzazione

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Il lembo di terra tra Partinico e il monrealese sembra essere diventato oramai terreno fertile per chi vuole coltivare la marijuana. Le sempre più frequenti operazioni delle forze dell’ordine in queste zone al confine tra i due territori sembrano essere un termometro chiaro di chi vuole fare questo business. Terra più fertile e vocata? Posizione logistica migliore per non dare nell’occhio? O una semplice casualità?

Difficile potere rispondere a questi interrogativi sul perché gli interessi dei coltivatori di marijuana si siano oramai da almeno un paio di anni spostati da queste parti, fatto sta che è così. Ieri infatti l’ennesima operazione dei carabinieri che hanno scoperto in contrada Grassure-Airoldi, in territorio di Grisì al confine con la contrada Bosco Falconeria di Partinico, una piantagione di marijuana con ben 2 mila piante disposte in filari, alimentata grazie addirittura ai due allacci abusivi alla rete elettrica che sono stati rinvenuti dai tecnici dell’Enel.

A finire in manette un agricoltore di 51 anni di Monreale, titolare del terreno. Ma al di là di questa singolare operazione lascia perplessi, e allo stesso tempo desta grande curiosità, il fatto che le operazioni dell’ultimo biennio in questo territorio abbiamo avuto come fulcro proprio questa zona di confine tra Partinico e Monreale. Lo scorso anno furono ben quattro nel periodo estivo le operazioni similiari portate avanti sempre dai carabinieri tutte nell’agro tra il partinicese e il monrealese.

Ad essere state scoperte complessivamente 12 mila piante di marijuana, un vero record in un territorio che storicamente è sempre stato “vocato” a queste attività illecite: i carabinieri hanno quindi fermato un potenziale fiume di droga che sarebbe stato immesso nel mercato nero. Evidentemente le numerose operazioni dello scorso anno non fanno desistere chi vuole lavorare in questo business: neanche l’elevato rischio di essere scoperti, evidentemente, riesce ad essere un deterrente per questi coltivatori senza scrupoli.

Sotto questo aspetto imponente il lavoro svolto dalle forze dell’ordine su Partinico: tra grandi e piccoli spacciatori o produttori solo nel 2019 ci sono stati ben 30 arresti, in alcuni casi con recidivi, altre tre invece le denunce. Infine ben 6 le coltivazioni di stupefacenti che sono state scoperte.

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