Home POLITICA Partinico, consiglio contro commissario. Lettera di Piero Rao: “Autoritario e dispotico”

Partinico, consiglio contro commissario. Lettera di Piero Rao: “Autoritario e dispotico”

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Il periodo di alta tensione che si registra tra il consiglio comunale e il commissario straordinario che regge le sorti del governo cittadino di Partinico continua a tenere banco.

Alla vigilia di diversi atti da porre in essere, tra cui la proposta esternalizzazione della gestione della casa di riposo e soprattutto l’approvazione di un bilancio che manca dal 2016, arriva la lettera aperta del consigliere comunale Piero Rao (nella foto).

Se da una parte l’esperto esponente dell’assise, già presidente del consiglio, deputato alla Camera e candidato sindaco alle amministrative del 2017, non nutre subbio sulle “buone intenzioni del commissario” rispetto al risanamento di un Comune dichiarato in dissesto finanziario dall’ottobre del 2018, dall’altra però denuncia certi atteggiamenti autoritari che non aiutano il dialogo istituzionale.

In questa missiva Rao si rivolge ai cittadini partinicesi raccontando l’attuale situazione difficile che sta attraversando l’istituzione e la comunità.

LEGGI LA LETTERA INTEGRALE DI PIERO RAO

Cari Partinicesi,

mi corre l’obbligo di intervenire in disamina del clima avverso e pericoloso che tiene prigioniera l’azione politica di questo paese in un momento di delicata transizione. Naturalmente mi riferisco all’attività del Commissario Rosario Arena che – a suo dire –è condotta nel solo interesse della città di Partinico e su cui non possiamo nutrire dubbi. Certo però non possiamo  esimerci dal denunciare atteggiamenti irrispettosi nei confronti del Consiglio Comunale e dunque del popolo partinicese che, a torto o a ragione, ha conferito mandato di rappresentanza a ciascun consigliere. Abbiamo accolto Arena con lo spirito pacifico e ben disposto che da sempre contraddistingue la nostra gente, abbiamo cercato di trovare una chiave di volta per resettare il caos dell’ultima, effimera, amministrazione comunale, abbiamo  offerto quella che è la nostra esperienza e la conoscenza di tutte le criticità del territorio e lo abbiamo fatto in forma espansa, senza mai venire  meno alla responsabilità di cui Voi Cittadini, ci avete investito! Ritengo doveroso riportare l’azzardo con cui il Commissario Arena sta imponendo a Partinico un cambiamento all’insegna di un clima autoritario senza tener conto del tempo necessario ad un processo di mutamento di essere accettato,senza dare tempo ,come dicono i saggi,di imparare ad ascoltarsi. Ma come si può attuare un processo di trasformazione di un territorio se non ci si sforza di ascoltare la sua gente? E’ impossibile! Altrettanto impossibile appare il tentativo di mettere in piedi a Partinico quello che potremmo definire come il “Sistema Gela”, dove il Commissario poteva, forte della delega a lui attribuita,avocare a se ogni azione decisionale. Fortunatamente  questa città ha un Consiglio Comunale, certamente mal rappresentato, che non può essere  gettato via perché qualcuno lo ritiene  a torto ,superfluo e inconcludente,un consiglio comunale che non piega la schiena dinanzi alla mortificazione costante del principale strumento di democrazia che ancora sopravvive in questa città! Cari Partinicesi, non intendo indietreggiare dinanzi a chi non manifesta la minima empatia con i problemi della nostra Partinico, piuttosto auspico scelte e decisioni partecipate, figlie di una sovranità popolare consapevole e che agisce con buonsenso. E’ mortificante apprendere che il Commissario Arena ha chiesto l’intervento dell’Assessorato agli Enti Locali per un accesso ispettivo, cito il virgolettato, “per inadempienze dell’organo Consiliare”. Ebbene qui mi chiedo, quale sarebbe il nostro peccato e quale presunta insubordinazione vuol farci pagare l’attuale Commissario? Abbiamo fin qui lavorato per questa città senza lesinare tempo ed impegno sul campo e dentro le aule del Municipio, non siamo mai fuggiti dinanzi al confronto ed almeno io non inizierò a prendere il vizietto del capitano che abbandona la nave. La politica è cosa seria, serve a dare risposte ai cittadini, la politica è l’arte del risolvere i problemi attraverso il confronto e talvolta anche lo scontro qualora esso sia animato da buone intenzioni. Imporre l’educazione militare ai cittadini ed al Consiglio Comunale è ben altra cosa, viviamo in un tempo in cui i muri tendono a crollare, solo Partinico – oggi – sembra ostaggio di un perimetro dispotico in cui chi prova a manifestare un punto di vista differente viene immediatamente represso. Per questo, Cari Partinicesi, pur riconoscendo l’incarico impegnativo che il Presidente Musumeci ha conferito al Commissario Rosario Arena, non posso sottrarmi dall’oppormi a questo andazzo e mi permetto di ricordare allo stimato Commissario, che la sua attività deve essere partecipata. Agire e decidere come se a Partinico – dal diritto romano ai giorni nostri – non fosse mai arrivata traccia della legge è irrispettoso e non fa che allontanare i cittadini, cuore vivo di questa città, dall’impegno e dal sano confronto democratico.

 

 

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