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Partinico, “Gettonopoli”: comincia il recupero dei crediti con gli ex consiglieri comunali



Sbloccati i pagamenti dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali di Partinico rimasti congelati da settembre dell’anno scorso in seguito al putiferio scoppiato su “gettonopoli”. L’ufficio Personale ha provveduto a liquidare i compensi, trattenendo però quelle somme che devono restituire alcuni dei consiglieri che erano stati coinvolti in questa vicenda. ù



Si tratta di pagamenti di fine mandato che riguardano il periodo compreso tra settembre del 2019 e giugno del 2020, dal momento che poi il mese successivo arrivò lo scioglimento dell’assise per infiltrazioni mafiose. In questa fase recuperati i primi 4 mila euro, una goccia nell’oceano dal momento che le indebite liquidazioni accertate dal Comune ammontano a 183 mila euro. Solo una minima parte dovrà essere recuperata dall’amministrazione pro-tempore, quindi dai commissari prefettizi.

Parliamo di quelle cifre che vanno dal 2017 e sino al 2019, il periodo post-dissesto finanziario. Invece quelle antecedenti (dal 2009 al 2016, ndc), che sono la quasi totalità, devono essere recuperate dall’Osl, l’organismo straordinario di liquidazione nominato dal ministero dell’Interno per il recupero dei crediti. Per quel che concerne la competenza commissariale, da queste liquidazioni dei gettoni di presenza appena stabilite pari all’incirca a 12 mila euro saranno direttamente trattenuti 4 mila euro ai consiglieri “debitori”.

Inoltre è stato certificato che dovranno essere recuperati ulteriori 4.600 euro: “Si provvederà al recupero – scrive nella determina la funzionaria del Comune, Concetta Concone -, come da indicazione della commissione straordinaria, con l’emissione di atti di diffida”. All’Osl invece il compito di recuperare i quasi 175 mila euro restanti. A far emergere questi presunti esborsi non dovuti ai consiglieri fu l’allora commissario straordinario del Comune, Rosario Arena, che si rese conto della violazione di una legge regionale del 2008 mai applicata a Partinico.

Il “vizio” sarebbe dovuto all’elargizione di circa 11 mila gettoni non dovuti per sedute di consiglio e commissioni andate deserte, in cui i consiglieri presenti hanno incassato i 30 euro lordi pur non avendo di fatto svolto alcuna attività per mancanza del numero legale. In totale ad essere coinvolti effettivamente sono 67 consiglieri ma per 16 di loro era stata sin da subito avviata la compensazione per via dello scarso numero di somme da restituire.

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